I Comitati Pari Opportunità degli Ordini Forensi italiani, che sottoscrivono il presente comunicato, esprimono gravissima preoccupazione per le notizie provenienti dall’Afghanistan, dove, a seguito dell’abbandono del contingente internazionale, il paese è tornato repentinamente sotto il controllo dei Talebani, i quali intendono sottoporre la popolazione, ancora una volta, alla legge della Sharia. Con ciò si corre il concreto rischio di un ritorno ad un sistema che annienta il riconoscimento delle donne alla partecipazione alla società civile e politica e cancella ogni timido progresso di riconoscimento, anche solo dell’esistenza, delle minoranze nazionali, etniche, religiose e sessuali.
I Comitati Pari Opportunità chiedono allo Stato italiano, nelle persone del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro degli Esteri e del governo tutto, oltre che ad ogni altra autorità civile nazionale ed internazionale un forte impegno, affinché la nuova realtà politica afgana riconosca pari dignità di esistenza a donne e bambine, a persone di religione e di appartenenza etnica diversa da quelle della maggioranza ed il rispetto dei diritti umani nei confronti delle persone LGBTQI. I Comitati auspicano, inoltre, l’apertura di corridoi umanitari, per consentire l’approdo in sicurezza di tutte le persone, che, a seguito dell’instaurazione del nuovo regime, dovessero trovarsi in pericolo di vita o impossibilitate, in seguito a proprie caratteristiche personali e vicende umane pregresse, ad un esercizio pieno dei diritti fondamentali. I Comitati esprimono, infine, il proprio umano sconforto nei confronti del destino che potrebbe essere riservato, nella nuova realtà politica, alle colleghe avvocate, con grande probabilità non più in grado di esercitare la loro professione ed ai colleghi avvocati impegnati nella difesa dei diritti dei e delle persone più deboli.

Si allega il comunicato.

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