Ecco il Comunicato dell’UNIONE DISTRETTUALE DEGLI ORDINI FORENSI DELLA TOSCANA (U.D.O.F.T. c/o Ordine degli Avvocati Di Firenze – sede) pubblicato in data odierna sui quotidiani la Repubblica e La Nazione.

Avvocati non “furbetti”
Gentile Direttore,
l’Avvocatura Toscana ed i suoi i organismi rappresentativi a livello istituzionale, gli Ordini Forensi, hanno assistito, fino ad ora da meri spettatori, alle polemiche che hanno percorso la stampa, nazionale e locale, sul piano vaccinale regionale e, soprattutto, sulla sua inclusione, tra i vaccinabili, degli Avvocati, da più parti definiti senza mezzi termini “furbetti”.
Affronterò subito la questione, con una doverosa premessa di metodo. Chi ha scritto sul tema ha ignorato che tale possibilità è stata programmata, non solo per gli esercenti la professione legale, ma per tutto il comparto essenziale della Giustizia toscana
Pertanto, nei vari articoli pubblicati, non si è adeguatamente approfondito il motivo per cui alcune regioni italiane, tra cui la nostra, abbiano aperto le vaccinazioni per tale settore, prevedendo nel portale, – che consente la prenotazione esclusivamente per il solo vaccino Astrazeneca- la possibilità di accesso diretto ai suoi componenti, tra cui indubbiamente noi Avvocati.
La risposta era semplice. Vi erano state delle puntuali indicazioni, da parte del Ministero della Salute – v. raccomandazioni Ministero salute dell’8 febbraio 2021 – di destinare una parte delle dosi di vaccino e, nella specie, proprio quelle Astrazeneca, a taluni comparti fondamentali dell’ attività della pubblica amministrazione, di cui alcuni, specificatamente, già individuati: Università, Pubblica Istruzione, Forze Armate e di Polizia, altri definiti, semplicemente, come “essenziali” da specificare, successivamente, nei singoli piani regionali. Si deve inoltre precisare che, in un primo momento, tale possibilità di impiego fu prevista a favore dei soli soggetti in fascia di età compresa tra i 18 ed i 55 anni. Questo perché, secondo le indicazioni dell’AIFA (Agenzia Italiana del farmaco), la somministrazione di tale tipo di vaccino era stata espressamente sconsigliata: per le persone, c.d. vulnerabili o particolarmente vulnerabili di qualsivoglia età e per tutti gli over 55. La nostra Regione, come altre, la Sicilia, la Puglia e la Campania, nella prima metà del mese scorso ha aderito a questa indicazione ministeriale individuando, nel corretto esercizio della propria discrezionalità, tra i servizi pubblici essenziali, proprio il comparto Giustizia. Pertanto, in conformità alla direttive del piano vaccinale regionale, i magistrati, i cancellieri, il personale amministrativo, gli addetti alle pulizie ed alla vigilanza dei tribunali, gli avvocati ed, in genere, tutti coloro che, quotidianamente, svolgono la loro attività lavorativa nelle corti toscane hanno avuto accesso al portale per le vaccinazioni, per prenotare una eventuale vaccinazione con il solo siero Astrazeneca, inizialmente, con il limite di età sopra indicato.
Sia, pertanto, chiaro atutti che nessuno degli appartenenti a tali comparti e, meno che mai, gli avvocati ha sottratto una sola dose di vaccino a qualsivoglia appartenente alle categorie più a rischio, ma ha semplicemente aderito alle concrete indicazioni operative emanate da chi è, per legge, deputato a dare attuazione al piano vaccinale nazionale e, cioè, La Regione Toscana. Il tutto in presenza di una specifica indicazione scientifica di evitare, almeno fino a dieci giorni fa, la somministrazione di Astrazeneca, ai soggetti di età superiore ai 55 anni e, soprattutto a tutte le persone vulnerabili ed iper vulnerabili, di qualsivoglia fascia di età.
Ci dispiace per gli urlatori, da sempre alla ricerca di scoop, ma in questa storia non ci sono “furbetti”. Credo che la cosa che sembrerà strana a questi signori, ma all’origine di questa vicenda ci fu una precisa scelta, nel senso migliore del termine, fatta dalla politica, nell’ ambito delle misure attuate per procedere, concretamente, alla vaccinazione della popolazione toscana. Si è , infatti, preferito utilizzare, comunque, il vaccino Astrazeneca che, all’epoca (primi di febbraio), aveva un ristretto ambito di somministrazione, in un preciso contesto e direttiva del piano vaccinale, destinandolo a taluni settori essenziali per la vita del nostro territorio. La legittima scelta della Regione è caduta sulla Giustizia. Il tutto con la finalità, non solo di evitare il possibile contagio agli appartenenti di questo comparto, ma, soprattutto, di garantire la sicurezza di tutti cittadini e sono tantissimi, che quotidianamente vengono a contatto con i tribunali ed i soggetti che ci lavorano, tra cui certamente gli avvocati, cercando così di garantire il corretto funzionamento di questo servizio primario.
Tale quadro iniziale si è poi evoluto. E’ di dieci giorni fa la indicazione del Ministero della Salute di estendere la possibilità di somministrare Astrazeneca ai soggetti ricompresi nella fascia di età fino a 65 anni. E’ di martedì 9 Marzo quella di autorizzarne l’impiego anche per le persone di età superiore ai 65 anni, con esclusione dei soli soggetti estremamente vulnerabili, per i quali si continuerà ad utilizzare, unicamente, i vaccini Moderna e Pfizer.
La Regione Toscana, che non necessita di difensori d’ufficio, ha subito colto questa opportunità modificando prontamente, in relazione alle nuove disposizioni ministeriali, il proprio piano vaccinale ed il portale di accesso, continuando la propria politica di somministrare a più soggetti possibile i vari vaccini, tra cui l’Astrazeneca, nel pieno rispetto delle linee guida nazionali. Ciò ha comportato, oltre al completamento della messa in sicurezza dei comparti pubblici essenziali già individuati, tra cui quello giustizia, anche l’estensione della somministrazione di tale siero a quelle categorie di soggetti che, in via precauzionale, ne erano state, fino ad oggi, correttamente escluse: ossia gli over 65 e le persone vulnerabili; il tutto a prescindere dalla loro età. E questo grazie ad una accresciuta conoscenza, certificata dalla comunità scientifica, delle potenzialità di utilizzo di questo vaccino, fino a due giorni fa somministrato non ai “furbetti”, ma a chi, come previsto dalla nostra Costituzione, tutela e garantisce ogni giorno l’effettivo esercizio del diritto di difesa da parte di ogni singolo cittadino ed, a giusta ragione, rientra a pieno diritto nel comparto Giustizia: l’avvocato.
Grazie per l’attenzione e lo spazio concesso.
Avv. Fabrizio Spagnoli
Presidente Unione Distrettuale
Ordini Forensi della Toscana

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